Alcune curiosità sulla Maratona

Siamo solo a inizio Anno, in questa seconda settimana del mese di Gennaio,  non c’era niente di interessante e nessuno dei nostri atleti era impegnato impegnato in qualche gara, per aggiornare e non perdere il vizio di far muovere il nostro sito, pubblico un mio articolo di qualche Anno fà, pulicato su Foxsport, buona lettura.

Tante sono le versioni su come è nata la Maratona, tante sono le leggende  raccontate e tramandate nei secoli, ma qualunque sia la versione giusta  è e rimane una competizione unica, affascinante, dura  e appagante per chi ha il coraggio e la capacità di affrontarla e di terminarla.

Fu Michel Brèal ad avere l’idea di inserire la gara di Maratona ai Giochi Olimpici Moderni di Atene del 1896. Le leggende raccontano di un fatto successo nel 490 a.C., quando i guerrieri Ateniesi sconfissero i Persiani e un guerriero di nome Filippide partì da Maratona correndo fino all’Acropoli di  Atene per annunciare la bella notizia. La distanza tra queste due città è di circa 40 km e la prima gara su questa distanza seguì appunto il presunto percorso dalla città di  Maratona fino allo Stadio Panathinaiko di Atene. L’idea di Brèal, fu appoggiata dal Barone  Pierre de Coubertin, ideatore e fondatore dei Giochi Olimpici Moderni. Il primo vincitore della gara di selezione fu Kharilaos Vasilakos che finì la gara in h. 3.18,21 mentre il primo vincitore Olimpico fu Spiridon Louis che chiuse in h. 2.58.50. La gara si svolse il 10 Aprile 1896.

Ma vediamo le diverse distanze della Maratona, il perché di questi cambiamenti e quando si decise di omologare l’attuale misura. Nel 1896 la distanza era di circa 40 km, nel 1900 circa km 40,260, nel 1904 ritorno a km 40, nel 1906 km 41,860. Alle Olimpiadi di Londra del 1908 la distanza che dalla partenza dal castello di Windsor all’arrivo dello stadio Olimpico era di km 41,843, ma per posizionare l’arrivo davanti al palco Reale fu allungata di 352 metri e divenne di 42,195; nel 1912 di nuovo più corto, km 40,200, nel 1920 fu di km 42,750 e solo in occasione delle Olimpiadi di Parigi del 1924 venne deciso dalla IAAF che la distanza doveva essere di km 42,195.

La storia della Maratona ha visto tanti momenti drammatici. Il più celebre fu quello delle Olimpiadi del 1908 quando il nostro Dorando Pietri cadde a pochi metri dalla linea del traguardo, fu sorretto da un giudice fino all’arrivo ma successivamente venne squalificato e la vittoria andò all’Americano Hayes. Nel 1912, alle Olimpiadi di Stoccolma, ci furono diversi malori per l’eccessivo caldo, (in quegli Anni, non si poteva offrire liquidi agli atleti) addirittura ci fu anche un morto, il Portoghese Francisco Lazaro, stramazzato  al suolo per disidratazione. Nel 1960 alle Olimpiadi di Roma l’atleta Etiope Abebe Bikila corse tutta la Maratona a piedi nudi e sanguinante si presentò sotto l’Arco di Costantino da solo:  ancora oggi si possono vedere i filmati di questa memorabile gara. Abebe rivinse una Maratona Olimpica nel 1964 a Tokyo. Pure la Maratona Olimpica di Atene 2004 resterà nella storia:  il Brasiliano Vanderlei Da Lima aveva corso più di metà gara in testa seguito da Stefano Baldini, verso gli ultimi chilometri un folle si scagliò addosso all’atleta Brasiliano facendolo cadere e facendogli perdere il ritmo, (probabilmente Stefano lo avrebbe comunque ripreso, in quanto il battistrada si trovava in crisi e stava perdendo terreno), il pazzo si chiamava Neil Horan. All’arrivo giunse primo Stefano Baldini, secondo l’Americano Mebrahtom Kefrezighi e terzo Vanderlei Da Lima. Solo ai Giochi Olimpici do Los Angeles del 1984 fu inserita la Maratona femminile che fu vinta dall’Americana Joan Benoit con il tempo di h. 2.24.52.

Solo dal 2004 la IAAF riconosce i record in Maratona (prima era definita miglior prestazione mondiale); perché i tempi vengano omologati  devono avere certe caratteristiche, come le pendenze in +/- secondo i parametri IAAF del percorso che deve essere prima misurato, in caso di nuovo record il percorso verrà misurato di nuovo anche  più volte. Il Record Maschile è stato stabilito a Berlino il 25 Settembre 2011 dal Keniano Patrick Makau Musyoki in h. 2.03.38 e quello femminile dalla Britannica Paula Radcliffe che l’ha stabilito a Londra il 13 Aprile 2003 col tempo di h. 2.15.25. Per i nostri atleti di casa, il Record appartiene a Stefano Baldini che l’ha stabilito a Londra il 23 Aprile 2006 e Maura Viceconte che l’ha stabilito a Vienna il 21 Maggio 2000 con il tempo di h. 2.23.47.

Il primo Italiano vincitore nella Maratona Olimpica fu Gelindo Bordin nel 1988 a Seul, nel 2004 lo imitò Stefano Baldini a Atene, nel settore femminile, anche se abbiamo avuto buone maratonete, nessuna atleta Italiana è salita sul gradino più alto del podio.

L’altro giorno ho parlato con un signore, che ha adottato un ragazzo Etiope che tra l’altro corre, secondo il quale nel giro abbastanza breve la Maratona verrà corsa sotto le 2 ore. Io ho espresso i mie dubbi, però lui mi diceva che in Africa c’è un passa parola che con la corsa si esce dalla miseria e si può diventare qualcuno e i ragazzi vogliono provarci, addirittura mi raccontava che se vai a chiedere a un ragazzo come si chiama il presidente dello stato non lo sanno, se invece gli fai qualche nome di campioni di atletica sanno tutto. Per questo secondo lui, nei prossimi Anni, ci sarà una sfida tra loro, atleti di colore, per comparire ai vertici mondiali.

Come ho pubblicato di recente in un altro articolo nel quale parlavo di Maratone e classifiche, le Maratone organizzate nel Mondo sono 1437 sparse in 123 Nazioni, più quelle Olimpiche, Mondiali e Continentali. In Italia ne organizziamo 78. Il movimento di atleti che corrono la Maratona è in continuo aumento perchè questa distanza attrae chi piace correre,  e se poi la corri con il cuore, la testa e le gambe, ti cattura e ti convince a correrne altre .